Le priorità di Confcommercio Rovigo alla politica che verrà

ROVIGO – Confcommercio non formula particolari richieste ai singoli candidati chiamati a rappresentare il territorio, soprattutto non sapendo se con la riduzione dei parlamentari i candidati saranno polesani o meno. Ritiene indispensabile essere al fianco delle istituzioni nella predisposizione di un progetto organico e condiviso di sviluppo del territorio, a beneficio delle imprese operanti nei diversi settori, dal commercio, alla ristorazione, ai servizi, al turismo.

Stefano Pattaro

Come presidente provinciale di Confcommercio Rovigo mi sento di sottolineare le problematiche più urgenti per la sopravvivenza stessa delle imprese operanti nel commercio e nei servizi dopo due anni drammatici di pandemia ed un anno contraddistinto da aumenti insostenibili per la componente energetica.

Negli ultimi 18 mesi l’energia elettrica è aumentata del 360% mentre il gas ha abbondantemente superato il +500%.
Questo significa che un bar, un ristorante o un negozio che prima pagava 1.000 euro per una bolletta dell’energia elettrica è chiamato oggi a pagarne 3.500 a causa di una politica energetica nazionale che non ha favorito l’indipendenza energetica del Paese ma ci considera “clienti” di un mercato internazionale soggetto ad una enorme volatilità geopolitica, come quanto sta accadendo con il conflitto russo-ucraino. 

La seconda richiesta di attenzione al mondo della politica riguarda il costo del lavoro per le imprese, prioritario rispetto alla tassazione sui redditi, in quanto senza una politica che incentivi il lavoro in azienda non si crea prodotto e non si amplia la platea di potenziali acquirenti. Il commercio è il momento di transazione tra chi vende e chi compra, serve un prodotto di qualità, sicuro, ma serve anche il consumatore con una capacità di spesa non erosa da processi inflativi o da spregiudicate speculazioni.
Confcommercio Rovigo crede fortemente nella necessità della transizione energetica in quanto il tema dell’energia, ed il conseguente aumento del numero dei lavoratori impiegati nel processo transitorio, sarà di volano per tutto il comparto del commercio e dei servizi per, almeno, il prossimo decennio.

La terza richiesta riguarda l’impegno per una attenzione maggiore alle politiche di una sana competitività che deve essere garantita attraverso l’applicazione di regole chiare per tutti. Le aziende che si impegnano nella qualità e nel rispetto delle normative non devono poi essere penalizzate dal mercato che premia invece solo il costo del prodotto finale, ignorando i modi con cui è stato realizzato.


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