Senza negozi il centro muore

ADRIA – Il mondo del commercio fa quadrato all’ostello Amolara di Adria dove, grazie all’associazione “Il cantiere Adria” guidata da Federico Simoni, le associazioni di categoria ed il mondo dei commercianti si sono confrontati sul tema del commercio locale per tracciarne il futuro.

Confcommercio Rovigo ha visto la partecipazione del presidente provinciale Stefano Pattaro e dal vice Giovanni Vianello che, insieme alla rappresentanza di Confesercenti, hanno portato il proprio contributo ad una platea numerosa, attenta e qualificata.

“Un Cantiere per Adria perchè abbiamo bisogno di raccogliere idee da parte di tutti” ha esordito Simoni.

Gli imprenditori scelgono un territorio perché vedono delle opportunità – ha affermato il presidente di Confcommercio Rovigo Stefano Pattaro – nella speranza che vi sia anche la volontà politica per aiutarli a sviluppare al meglio la propria attività. Il senso delle associazioni di categoria è proprio quello di portarne le istanze di un mondo particolare all’attenzione di chi governa il territorio ricordando che le rivoluzioni che abbiamo vissuto nel periodo pandemico hanno modificato pesantemente il nostro lavoro.

L’esplosione del commercio online nel periodo della pandemia ha sottratto risorse ai commercianti dei centri commerciali, i quali, a loro volta, sottraggo clienti ai commercianti del centro storico, ma solo se non vi è una differenziazione tra i servizi resi e tra le merci che si mettono in vendita”.

“Ho anche io un negozio e vivo anche io la vostra situazione di disagio e di continua difficoltà in questi ultimi anni – ha rimarcato Stefano Pattaro – tutto sommato però non vi è stato un grande calo del commercio e delle attività aperte. Secondo l’osservatorio della Camera di Commercio nel 2019 erano presenti nel comune di Adria 1.143 imprese del terziario. Nel 2021 sono scese a 1.119. Non sembrerebbe quindi una situazione cosi drammatica”.
Cambia però la nostra percezione del commercio, non il commercio in sé per sé. Dobbiamo fare tutti quanti una riflessione su come è cambiato e come sta cambiando il commercio, soprattutto con l’esplosione delle vendite online” ha concluso il presidente Pattaro sottolineando l’importanza di ogni singolo aspetto del lavoro di un commerciante.

Non è mancato l’intervento di Giovanni Vianello: “Mi riavvicino al commercio dopo tanti anni. Se qualcuno ci guadagna dall’acquisto online ci sono anche tanti che ci perdono a livello di centro storico. Siamo allo stesso punto di prima della pandemia. Tutto lo sviluppo del terziario è sempre a rischio dopo la crisi economica del 2009, la pandemia ha affossato la timida ripresa iniziata qualche anno prima ed ora la situazione di incertezza derivante dal conflitto in Ucraina contribuisce alla situazione di lunghissima sofferenza del settore. Di certo la transizione energetica e la sostenibilità ambientale, non più rimandabile, sta venendo trasferita sui singoli, andrà pagata e ci si dovrà impegnare tutti.

Le banche tutte, non solo il mondo del credito cooperativo, sono il primo soggetto che deve essere lungimirante – insiste Vianello rivolgendosi al presidente di Banca Adria Colli Euganei Mauro Giuriolo presente in sala – facendo finanziamenti in modo eticamente corretto, agevolando maggiormente chi fa bene all’ambiente, cercando di pretendere la stessa attenzione da fornitori e clienti”.

Vianello ha poi ricordato come non vi sia più trasmissione dell’attività commerciale da padre in figlio “ed il “non ricambio”, il fenomeno del subingresso, è un altro grosso danno a questo settore perchè si interrompe la trasmissione di competenze verso le nuove generazioni soprattutto su un territorio caratterizzato da un tessuto economico basato su piccole e qualche media impresa”.

Dall’incontro è emerso chiaramente che Adria e il Polesine non sono diversi da tutto il resto del Veneto, ed il mondo del commercio merita una attenzione particolare in quanto i negozi dei commercianti sono la cartina tornasole del benessere di una comunità e senza negozi il centro muore.


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